Mostre sul Profumo: quando l'olfatto entra al museo
Scopra le più belle mostre dedicate al profumo, da Grasse a New York. Storia, arte e olfatto si incontrano in luoghi d'eccezione.
Un'arte a lungo priva di museo
Per secoli, il profumo ha circolato nelle anticamere del potere, nelle officine degli speziali e nei laboratori dei guantai-profumieri, senza mai trovare il proprio posto nello spazio museale. La ragione va ricercata in una gerarchia dei sensi profondamente radicata nella cultura occidentale: l'olfatto, ritenuto troppo soggettivo, troppo fugace, troppo animale, è rimasto ai margini di un mondo dell'arte dominato dalla vista. È solo a partire dagli anni Ottanta che le istituzioni culturali hanno cominciato a riconsiderare questa esclusione, sostenute da un duplice movimento: l'ascesa dell'industria del lusso e della profumeria, e l'emergere di una riflessione più approfondita sui sensi nelle scienze umane.
Oggi le mostre dedicate al profumo si moltiplicano su tutti i continenti, intrecciando storia delle materie prime, design del flacone, memoria intima e creazione contemporanea. Pongono una domanda fondamentale che i conservatori faticano ancora a risolvere completamente: come esporre ciò che, per sua natura, svanisce?
Il Musée International de la Parfumerie di Grasse, riferimento assoluto
Fondato nel 1989 nella capitale mondiale della profumeria, il Musée International de la Parfumerie di Grasse resta il riferimento essenziale per chiunque si interessi alla storia di questa disciplina. Situato in un palazzo del XVIII secolo ampliato da un'estensione contemporanea inaugurata nel 2008, ospita una collezione di oltre 50.000 oggetti — flaconi, alambicchi, materie prime essiccate, libri di formule manoscritti, manifesti pubblicitari e costumi.
Uno dei suoi pezzi più preziosi è un paio di guanti profumati appartenuti a Caterina de' Medici, testimonianza diretta dell'epoca in cui i guantai di Grasse aggiungevano essenze floreali alle loro creazioni per mascherare l'odore del cuoio conciato. È proprio da questa tradizione che nacque la professione di profumiere così come la conosciamo oggi. Il museo propone inoltre mostre temporanee regolari, spesso costruite attorno a una materia prima — la rosa centifolia, il gelsomino, la lavanda — o a un particolare periodo storico, il che gli permette di rinnovare costantemente il dialogo con un pubblico fedele.
Parigi, capitale delle mostre effimere
La capitale francese ha accolto, nel corso dei decenni, alcune delle mostre più significative nella storia del profumo. Nel 2011, il Palais de Tokyo proponeva un'installazione olfattiva firmata dal collettivo SenseLab, che invitava i visitatori ad attraversare spazi in cui luce e odore erano pensati in modo congiunto — un'esperienza che anticipava i dispositivi immersivi che si sarebbero generalizzati negli anni successivi.
Più di recente, il museo del quai Branly-Jacques Chirac ha dedicato una sezione del suo percorso permanente alle pratiche rituali legate alle sostanze odorose nelle civiltà non occidentali, mostrando come l'incenso, le resine e i balsami abbiano strutturato intere cosmogonie ben prima che la profumeria diventasse un'industria. Questi approcci antropologici costituiscono oggi uno degli assi più fertili per i curatori di mostre, poiché permettono di far uscire il profumo dal suo solo ambito di lusso per collocarlo in una storia universale dell'umanità.
A livello internazionale: da Londra a New York, i musei si appropriano del tema
Il Victoria and Albert Museum di Londra ha svolto un ruolo pionieristico integrando dispositivi olfattivi nelle sue mostre di moda e design già a partire dagli anni 2000. La sua retrospettiva dedicata a Christian Dior, presentata nel 2019, riservava uno spazio significativo alle creazioni profumate della maison, dal lancio del 1947 fino alle formulazioni contemporanee, con postazioni che permettevano ai visitatori di annusare ricostruzioni di composizioni scomparse o modificate. Questo approccio sensoriale diretto, ancora raro all'epoca, è stato da allora ampiamente adottato da altre istituzioni.
Negli Stati Uniti, è il Museum of Arts and Design di New York a essersi distinto con la mostra "The Art of Scent 1889–2012