I Profumieri di Grasse
Scopra i profumieri di Grasse, la loro storia plurisecolare, le tecniche uniche e l'eredità olfattiva di una città che ha plasmato la profumeria mondiale.
Una città dal buon profumo fin dal XVI secolo
Adagiata nell'entroterra della Costa Azzurra, tra mare e prealpi, Grasse non è semplicemente una città provenzale come le altre. È la culla di un'industria che ha profondamente ridefinito il rapporto dell'Europa con la bellezza e il lusso. La sua storia profumata inizia nel XVI secolo, nelle botteghe dei conciatori che preparavano le pelli destinate ai guantai della regione. Questi artigiani presero l'abitudine di profumare le loro produzioni, una tecnica importata dall'Italia tramite Caterina de' Medici e i suoi cofanetti odorosi, per mascherare l'odore acre del cuoio lavorato.
La città contava allora numerosi guantai-profumieri, un mestiere ibrido che scomparirà progressivamente man mano che la profumeria acquisirà la propria autonomia. È proprio questo passaggio, questo lento spostamento dal cuoio al fiore, che trasformerà Grasse nella capitale mondiale del profumo. Già dal XVII secolo, le colline circostanti si trasformano in vasti giardini coltivati, dove la rosa centifolia, il gelsomino, la tuberosa e il fiore d'arancio crescono sotto un sole mediterraneo particolarmente generoso.
Il triangolo d'oro delle maison storiche
Tre nomi dominano la storia profumiera di Grasse con notevole costanza: Molinard, fondata nel 1849, Fragonard, le cui origini risalgono al 1926, e Galimard, che rivendica con orgoglio una fondazione nel 1747, il che ne fa una delle più antiche maison di profumeria ancora in attività al mondo. Queste tre insegne costituiscono ciò che gli intenditori chiamano talvolta il triangolo d'oro dei profumieri di Grasse, tre pilastri attorno ai quali si è costruita la fama internazionale della città.
Galimard merita un'attenzione particolare. La maison fu fondata da Jean de Galimard, fornitore ufficiale del re Luigi XV, la cui corte versagliese era rinomata per il suo uso smodato dei profumi — Versailles veniva infatti soprannominata la corte profumata. Questa vicinanza al potere reale conferì ai profumieri di Grasse un prestigio che superò rapidamente i confini del regno. Molinard, dal canto suo, costruì la propria reputazione sull'estrazione delle essenze floreali locali, sviluppando tecniche di enfleurage a freddo che oggi sono iscritte al patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO dal 2018.
Tecniche di estrazione ereditate dai secoli
Ciò che distingue fondamentalmente i profumieri di Grasse dai loro omologhi è la padronanza di un savoir-faire tecnico di rara precisione. L'enfleurage, tecnica oggi quasi abbandonata a causa del suo costo proibitivo, consiste nel deporre i fiori su telai ricoperti di grasso animale purificato — il corpo grasso — che assorbe progressivamente le molecole odorose. Dopo diversi giorni, il grasso saturo di profumo viene trattato con alcol per estrarne la preziosa assoluta. Il risultato è di una fedeltà olfattiva incomparabile, in particolare per fiori delicati come il gelsomino o la tuberosa, le cui molecole aromatiche non resistono al calore della distillazione classica.
La distillazione in corrente di vapore d'eau, altro pilastro del savoir-faire di Grasse, permette invece di estrarre gli oli essenziali da piante più robuste. Gli alambicchi in rame, alcuni risalenti al XIX secolo, sono ancora visibili in diverse botteghe della regione. Più recente, l'estrazione tramite solventi volatili, che produce concrete e poi assolute, si è affermata nel XX secolo come metodo dominante per trattare le grandi quantità di fiori raccolti durante le campagne annuali. La campagna del gelsomino, tra agosto e settembre, mobilita ancora oggi centinaia di raccoglitori che lavorano all'alba, quando il fiore è al suo apice olfattivo.
Il profumiere di Grasse, tra artigiano e artista
Il profumiere viene spesso indicato con il titolo poetico di naso, ma a Grasse questo termine assume una risonanza particolare. I profumieri di Grasse hanno a lungo formato una vera e propria casta, tramandando le proprie conoscenze di padre in figlio, da maestro ad apprendista, in una tradizione da compagnonnage gelosamente custodita. L'ISIPCA, fondato nel 1970 a Versailles, e poi l'École Supérieure du Parfum aperta a Parigi nel 2012, hanno certamente modernizzato e democratizzato la formazione. Ma Grasse dispone di una propria istituzione, il CFPC — Centre de Formation des Professionnels de la Cosmétique —, che perpetua un insegnamento radicato nella realtà delle materie prime locali.
Tra le figure tutelari della profumeria di Grasse, Jean Carles merita un posto a parte. Questo figlio di Grasse, nato nel 1892, è l'autore di Ma Griffe per Carven e di Shocking di Schiaparelli, ma soprattutto l'inventore di un metodo pedagogico innovativo che consiste nell'insegnare gli odori per famiglie e per opposizioni, come si insegna la musica per scale. Il suo metodo, pubblicato negli anni '40, resta un riferimento nell'insegnamento dell'olfazione. Fondò a Grasse la prima vera scuola di profumeria, formando generazioni di nasi che si sarebbero poi diffusi nelle grandi maison parigine e internazionali.
Grasse oggi: tra eredità e rinnovamento
L'iscrizione, nel 2018, del savoir-faire dei profumieri di Grasse nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO ha costituito un riconoscimento simbolico di grande rilievo, ma anche un segnale forte rivolto a un'industria talvolta minacciata dalla standardizzazione delle materie prime e dalla pressione economica sulle coltivazioni floreali locali. La coltivazione del gelsomino a Grasse, che si estendeva su diverse centinaia di ettari agli inizi del XX secolo, oggi copre appena una ventina di ettari. I costi della manodopera e la concorrenza dei paesi produttori come l'Egitto o l'India hanno progressivamente ridotto la produzione locale, senza tuttavia far spegnere il settore.
Alcune iniziative concrete testimoniano un rinnovato interesse per le materie prime di Grasse. Alcune grandi maison del lusso hanno stretto partnership dirette con produttori locali per garantirsi l'approvvigionamento di gelsomino o di rosa di maggio. Chanel, in particolare, coltiva dagli anni '80 i propri campi a Pégomas, comune limitrofo a Grasse, garantendo così una tracciabilità totale delle proprie essenze floreali. Questo approccio pionieristico ha da allora ispirato altri attori del settore. Il Museo Internazionale della Profumeria, rinnovato nel 2008 e ospitato in un palazzo settecentesco nel cuore del centro storico, ripercorre invece quattromila anni di storia del profumo con una collezione di flaconi, alambicchi e documenti d'archivio di eccezionale ricchezza. Visitare Grasse oggi significa attraversare diversi secoli di storia sensoriale, dai giardini di gelsomino alle botteghe di creazione, in una città che continua a produrre, formare e inventare.